Il mito dell’Italia nell’Inghilterra vittoriana

Venus Verticordia, Dante Rossetti, 1866

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospiterà fino al 12 giugno 2011 una mostra tutta dedicata all’arte preraffaellita.

L’esposizione rende omaggio allo stretto rapporto che unisce l’arte inglese di epoca vittoriana alla cultura e all’ arte italiana dal primo Medioevo al pieno Rinascimento, da Dante e Giotto al primo Raffaello, visti come espressione di un’epoca in cui la bellezza e l’armonia spirituale si contrappongono al mondo industriale.

L’interesse per l’arte italiana si diffonde in Inghilterra dalla fine del ‘700 e per tutto il secolo successivo grazie all’accesso collezionismo e al fenomeno del Grand Tour, cominciano così a circolare riproduzioni dei grandi maestri italiani del ‘300, ‘400 e ‘500.

Grazie alla visione di queste copie i pittori della Confraternita  dei Preraffaelliti, fondata nel 1848 da John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, conoscono le opere più celebri senza necessariamente soggiornare in Italia.

La mostra si apre con una panoramica delle fonti cui gli artisti dell’Inghilterra vittoriana potevano attingere. Un video proietta alcune incisioni di Carlo Lisinio (1812)  che riproducono ad esempio i celebri affreschi medievali del Camposanto di Pisa. Nella stessa sala segue anche un’abbondante selezione di stampe a colori (cromolitografie) che restituiscono fedelmente capolavori come gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova e quelli di Beato Angelico nel convento di Santa Marco a Firenze, e altre opere di Giorgione, Pisanello, Mantegna, Perugino, Pinturicchio, Signorelli e Michelangelo.

La seconda sala è dedicata a John Ruskin, eccezionale conoscitore dell’arte italiana e personalità poliedrica nel campo delle arti: la costante attività di critico è affiancata dalla produzione di una notevole quantità di disegni e acquerelli, copie di opere italiane realizzate durante i suoi viaggi in Italia.

Nella terza sala troviamo le vedute di William Turner, testimone della grande attenzione rivolta alla tradizione pittorica paesaggistica italo-francese: da Dughet a Lorrain.

Le opere come L’arco di Costantino e Andando al ballo (San Martino) mostrano come la luce e il calore dei paesaggi romani e lagunari conducano l’artista verso un linguaggio quasi astratto, in cui architetture e figure sembrano via via scomparire nei bagliori fumosi di luce.

Nel salone centrale troviamo finalmente gli artisti cardine dell’intera esposizione, Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, William Morris, Frederic Leighton, Frederic Watts, William Waterhouse, solo per citarne alcuni.

Rossetti si discosta dai modelli medievali avvicinandosi alla pittura veneta cinquecentesca, da Giorgione a Tiziano a Palma il Vecchio. Il colore diventa più intenso, le donne da innocenti fanciulle angelicate a seducenti donne fatali. La Venus Verticordia (1864-68) , icona della mostra, è uno dei primi esempi di nudo a mezzobusto di epoca vittoriana, criticata da Ruskin per l’aspetto erotico della figura distante dalle convinzioni del critico sul connubio arte ed etica.

Sempre ispirata dal culto della bellezza, la ricerca di Burne-Jones si avvale di una fitta rete di fonti artistiche, letterarie, mitologiche: dall’iniziale predilizione per i modelli lombardo-veneti, attraverso l’influenza di motivi classici e botticelliani, a quella di Luca Signorelli e Michelangelo come in Venus Discordia.

Il percorso si chiude con alcune figure di rilievo dell’elite culturale romana di fine secolo, come i pittori Nino Costa, Giulio Aristide Sartorio, Adolfo de Carolis e Gaetano Previati. Di Nino Costa, che per primo ha fatto conoscere gli artisti inglesi in Italia, è esposta To be or not to be. Who loves not is not, che coniuga agli echi shakespeariani e platonici del titolo, riferimenti iconografici alla pittura umbra e toscana del ‘300 e ‘400.

Infine la sezione dedicata tutta ai grandi maestri italiani cui gli artisti inglesi si sono ispirati, un posto di rilievo è stato dato a Giotto con il suo Santo Stefano. Ma oltre alla scuola fiorentina, i preraffaelliti prediligono anche i toni intimisti di Luini e quelle più corali della scuola veneta.

Una mostra assolutamente da non lasciarsi sfuggire!

Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones e il mito dell’Italia nell’Inghilterra vittoriana

Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea.

Viale delle Belle Arti, 131

Fino al 12 giugno 2011

Orario: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il lunedì. Costo del biglietto: intero 10 € – ridotto 8 €.
Informazioni: tel: 06 32298221
www.gnam.beniculturali.it

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