Arte e follia volume 2

L’artista australiano Stelarc, classe 1946, ha impiegato dieci anni per trovare i finanziamenti e un chirurgo disposto ad eseguire l’operazione, e ha quasi perso il braccio per l’infezione che lo ha colpito subito  dopo.

Sotto la pelle del suo braccio si è fatto impiantare una struttura organica fatta delle sue stesse cellule, quando l’orecchio sarà completamente costruito farà installare all’interno un microfono collegato ad internet così che la gente possa ascoltare in qualsiasi ora del giorno e della notte ciò che il braccio sente.

Le sue sperimentazioni scientifiche vanno al di là dei masochismi espliciti degli “Azionisti Viennesi” degli anni Sessanta-Settanta, che inscenavano performance con violente mutilazioni corporee autolesioniste e non vogliono neanche essere azioni artistico-espressive corporee come la Body Art.

Il corpo umano è limitato, la tecnologia no, è questo il suo pensiero e l’obiettivo delle sue “opere” è mostrare la costruzione di un “organismo nuovo”, un cybercorpo, sperimentazioni estreme al passo con l’evoluzione biologica che tende a fondersi con quella tecnologica.

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